Incontinenza urinaria femminile cause sintomi e cura

incontinenza-urinaria-femminile“Una brutta storia con un lieto fine”

L’incontinenza è la perdita involontaria di urina, è quindi l’incapacità di controllare e trattenere le urine. E’ chiamata malattia silenziosa, perchè confessata da poche donne, ma che tante donne fa soffrire. Secondo stime recenti circa una donna su tre è affetta da una qualche forma di incontinenza urinaria.

Perché le donne sono maggiormente colpite?

La risposta è insita nell’anatomia femminile, le strutture deputate alla continenza vengono spesso lesionate durante un parto naturale, ed infatti, proprio nelle donne che hanno partorito per via naturale, c’è il maggior numero di donne affette da questa malattia. La forma più frequente di incontinenza urinaria è senza dubbio quella da sforzo, la perdita di urina compare in occasione di sforzi , come: colpi di tosse, starnuti, saltare, correre o semplicemente ridere. Questa forma rappresenta da sola circa il 55 – 60 % di tutti i casi, tutti gli esperti considerano questa forma  come una relazione diretta di causa-effetto tra parto naturale e danno del pavimento pelvico.

La seconda forma di incontinenza, in ordine di frequenza è quella chiamata da urgenza. E’ dovuta principalmente ad una instabilità vescicale, con contrazioni

ripetute e incontrollabili della muscolatura vescicale.

La terza forma chiamata mista, è data dalla contemporanea presenza delle caratteristiche della prima e della seconda forma.

Il vero problema dell’incontinenza urinaria è che solo una piccola parte delle donne che ne soffre si rivolge ad un medico. L’incontinenza di per se non mette in pericolo la vita della paziente, ma ne altera profondamente la qualità giorno dopo giorno.

La sola idea di perdere urina in presenza di altre persone è causa di imbarazzo e di vergogna, per questo motivo le donne che ne sono affette limitano la loro vita sociale, rinunciano per esempio ad andare in palestra, a fare una passeggiata con le amiche, per paura che la perdita si faccia “sentire o vedere”.

Diagnosi

La diagnosi di incontinenza urinaria, non è difficile, risulta meno semplice discriminare tra le varie forme, per questo motivo si è formata una nuova figura professionale, quella dell’uroginecologo, che ha tra l’altro il vantaggio, di avere già un rapporto diretto con la paziente.

 Oltre la visita e l’esame delle urine che sono il punto di partenza, utilizziamo l’ecografia, sia nella diagnostica delle lesioni anatomiche che nella ricerca di un eventuale ristagno  post minzionale. Abbiamo a disposizione una serie di esami, utili e necessari per evidenziare questa patologia, si va dal diario minzionale, al test del pannolino ( pad test ) , dall’esame urodinamico a quello radiologico.
Terapia dell’incontinenza da sforzo

Cosa posso fare io?

In primis, non aggiungere altre cause: riduci il tuo peso e migliora il tono della tua muscolatura pelvica, poi segui un’alimentazione corretta, la stitichezza e gli sforzi connessi a questa, alterano la funzionalità del tuo pavimento pelvico.

La terapia per l’incontinenza urinaria da sforzo è fondamentalmente chirurgica, la chirurgia ha il vantaggio di correggere sia l’alterazione anatomica ( prolasso ), sia l’alterazione funzionale  ( perdita di urina ). Per questa forma, l’intervento chirurgico più accreditato, consiste nel ricreare la fionda sottouretrale che impedisce in caso di sforzo, la perdita involontaria di urina.

Attualmente la via più utilizzata per effettuare il posizionamento della banderella ( Sling ), è la via transotturatoria ( T.O.T. Trans Obturator Tape ) . L’intervento viene realizzato mediante anestesia loco-regionale , ha una durata media di circa 20 minuti e prevede un ricovero di 24 / 48 ore. La paziente viene invitata per i primi 10/15 giorni ad astenersi dai rapporti sessuali e dal praticare sforzi.

Quando all’incontinenza si associa un prolasso multiorgano ( vescica, utero, vagina o retto ) utilizziamo delle reti di materiali biocompatibili con lo scopo di sorreggere questi organi e di non caricare sul pavimento pelvico.

Chirurgia endoscopica con bulking agent

SI tratta di una tecnica basata sull’iniezione di sostanze polimeriche intorno al collo vescicale, e all’inizio dell’uretra. Lo scopo è quello di creare un effetto imbuto, mediante la compressione dall’esterno, per ridurre la perdita di urina. Si procede introducendo in vescica una telecamera miniaturizzata chiamata cistoscopio e sotto controllo visivo, si iniettano queste sostanze, il tutto in anestesia locale.

Si tratta di una tecnica che garantisce discreti risultati, stimati intorno al 50%, ma gravata da un elevato rischio di recidiva, legato al riassorbimento del materiale utilizzato. Terminato l’intervento e svuotata la vescica, la paziente può tornare a casa.

Terapia dell’incontinenza da urgenza

Fondamentalmente oggi per l’incontinenza urinaria da urgenza, esiste una terapia specifica. Si utilizzano farmaci che si legano ai recettori muscarinici presenti in vescica e annullano le contrazioni involontarie e irrefrenabili, tipiche di questa malattia. L’utilizzo di questi farmaci nel periodo della menopausa è associato a quello degli estrogeni , che migliorando lo stato trofico dei tessuti, ne aumenta il numero dei recettori.

Tutto quello che non è vero sull’incontinenza urinaria:

Non c’è cura

Prima o poi passerà da sola

E’ una malattia dell’età

Se ti operi da giovane prima o poi si ripresenta

Le cure ci sono ma…..

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