Aborto Cause Sintomi e Terapia

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Interruzione della gravidanza prima del 180° giorno dall’inizio dell’ultimo flusso mestruale, in epoca cioè non vitale per il feto. L’ aborto può essere spontaneo o provocato.
Aborto Spontaneo
E’ necessario distinguere  l’aborto spontaneo che si verifica per la prima volta, dai casi in cui si siano verificati già due ( aborto ripetuto ) o tre episodi abortivi ( aborto abituale ). L’aborto ripetuto e soprattutto l’aborto abituale pongono i problemi più seri da un punto di vista prognostico e terapeutico.
Sintomalogia
La conoscenza dei sintomi della minaccia di aborto è importante, in quanto,  permette l’intervento del medico, quando il feto è ancora vivo ed è pertanto possibile impedire l’interruzione della gravidanza. La minaccia d’aborto è caratterizzata essenzialmente da una perdita ematica genitale, di solito di modesta intensità, di colore rosso vivo o rosso scuro, non accompagnata da alcuna sintomatologia dolorosa. Per una donna incinta il verificarsi di un simile evento deve essere segno di allarme, perchè nel corso di una gravidanza fisiologica normale, non si ha la comparsa di perdite ematiche. Si possono manifestare  anche coliche leggere e dolori diffusi alla regione lombare.  La presenza di contrazioni,  è già un sintomo sfavorevole. L’aumento delle perdite ematiche, della frequenza e della intensità dei  dolori annuncia l’aborto vero e proprio.
Nei  casi di aborto in atto o inevitabile si ha l’espulsione all’esterno del materiale ovulare.  Nel secondo trimestre  l’espulsione si verifica con gli stessi fenomeni di un vero e proprio parto in miniatura. In alcuni casi permane nella cavità uterina parte del prodotto del concepimento ( aborto incompleto )  ed è quindi necessario praticare un raschiamento.  In altri casi si ha la morte dell’embrione senza che questo  venga espulso ( aborto ritenuto ). Raramente  può infine verificarsi un’infezione del prodotto del concepimento ( aborto infetto )  che si manifesta con febbre, perdite ematiche  o sieroematiche maleodoranti, spiccata dolenzia uterina.
Dopo l’aborto, se non sono insorte complicazioni, l’utero ritorna rapidamente alle condizioni pregravidiche. Le mestruazioni riprendono di solito dopo  quaranta giorni.
Eziologia
Cause materne generali: si tratta di malattie come la sifilide, il diabete, le nefriti croniche, alcune tossinfezioni.
Cause materne locali
Sono rappresentate da condizioni  che riducono le possibilità di annidamento  dell’embrione come in presenza di  miomi, polipi e/o di un’infezione della mucosa endometriale.   Anche la presenza di aderenze interne all’utero stesso è causa di aborto.
Cause Ovulari
Le anomalie dell’uovo fecondato sono ritenute responsabili della maggior parte degli aborti, si tratta in genere di alterazioni cellulari gravi, che provocherebbero allo sviluppo di feti con malformazioni incompatibili con la vita.
Aborto Terapeutico
Per aborto terapeutico si intende l’interruzione della gravidanza dopo il novantesimo,  e prima del 180esimo giorno dalla data dell’ultima mestruazione. Tale pratica è regolamentata dalla legge 194 che prevede l’interruzione della gravidanza solo nel caso in cui il prosieguo  di questa, generi un grave rischio per la vita della gestante.  L’interruzione è ammessa anche in presenza di gravi malformazioni  fetali, ecograficamente rilevate ; e nei casi di alterazioni cromosomiche.
Terapia
La terapia dell’aborto è fondamentalmente basata sul risposo assoluto, è spesso associata una terapia antispastica e progestinica con lo scopo di ridurre l’attività contrattile dell’utero.
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